Passato e futuro dell’Inter

Il cambio era nell’aria, questione di momenti perché il mal di pancia di Mancini non è mai passato. Dopo un’estate di tentennamenti, dichiarazioni poco trasparenti e facce poco convincenti, la storia si ripete e il Mancio ci saluta nuovamente. A quanto pare la società aveva già programmato questo scenario preparando un piano B in caso di rottura con il tecnico jesino. Il Suning ed Erick Thohir hanno aspettato fino all’ultimo le dimissioni di Mancini che però non sono mai arrivate. E poi nel giro di 48 ore la situazione precipita, il malumore aumenta e subito mano agli avvocati che hanno cercato un accordo con l’Inter per la risoluzione consensuale del contratto; alla fine tutto si è risolto con una buonuscita di 2,5 milioni di euro e una bella stretta di mano. Intanto l’olandese Frank de Boer era già stato contattato, in attesa di approdare a Milano.

La prudenza non basta mai, giusto prepararsi in anticipo per il cambio d’allenatore ma la società non ha tenuto conto dei tempi. Parliamoci chiaro: cambiare tecnico l’8 agosto, a meno di due settimane dall’inizio del campionato, è una vera follia. La dirigenza avrebbe dovuto bruciare le tappe trovando subito un accordo con Mancini già al termine della stagione in modo da lasciare spazio alla preparazione e al mercato per il nuovo allenatore. Indubbiamente è stato un errore perché adesso chi ne paga le conseguenza sarà soltanto la squadra che si trova nuovamente al punto di partenza. Ma da questo punto di partenza ci siamo mai mossi? abbiamo mai macinato terreno per raggiungere il traguardo? probabilmente no. Nella seconda avventura a Milano, Roberto Mancini ci ha capito ben poco infatti la squadra non ha mai avuto un’identità, un gioco ben organizzato e fino ad oggi c’era una grande confusione a livello tattico e gerarchico. Quindi non è andata poi così male perché un nuovo allenatore con le idee ben chiare può sistemare la situazione in tempo.

Adesso tocca a Frank de Boer prendere le redini della situazione: l’olandese dovrà trovare rimedio alle lacune della squadra, dovrà cercare di accontentare i tifosi molto irascibili e dovrà rispettare il compito più arduo ovvero tornare a vincere. Riorganizzare l’ambiente a 13 giorni dall’inizio della nuova stagione è un’impresa molto difficile per chiunque ma non dobbiamo disperare. In fondo l’ultima volta che Mancini ci salutò, si aprì un grande ciclo per l’Inter… e se la storia si ripetesse?

 

Ringrazio il giornalista di Mediaset Premium Marco Barzaghi per aver ispirato il titolo di questo articolo.

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