Una volta per tutte

Appena conclusa la stagione, dopo incalzati rumour provenienti da Milano e da oltreoceano, è stata approvata la veridicità sulla trattativa societaria in corso tra Erick Thohir e il gruppo cinese Suning. L’inaspettata trattativa che ha visto la luce soltanto nei primi giorni di giugno in realtà andava avanti da gennaio dopo mesi di consultazioni e scambi di informazioni. In fin dei conti il presidente Thohir non è uno sprovveduto e nonostante sia considerato molto assente nella realtà nerazzurra, ha capito più degli altri in che modo è necessario muoversi per concretizzare gli obiettivi che l’Inter, ormai da anni, sta cercando di raggiungere. Da una semplice ricerca di una partnership, si è avvicinato il colosso del Suning con la volontà di acquisire la maggioranza del club, capovolgendo il tavolo della trattativa. Non c’è stato il tempo di metabolizzare l’idea di cambiare nuovamente proprietà che in meno di 3 anni dalla epocale cessione di Moratti a Thohir, la storia si ripete il 6 giugno 2016 a Nanchino, patria del nuovo arrivato cinese. Secondo quanto riportato dal comunicato della società, il 68,55% delle quote passa nelle mani del Suning Holding Groups di Zhang Jindong, il 31% a Erick Thohir e il restante 0,45% a piccoli azionisti. Come preannunciato, Massimo Moratti esce di scena attraverso la cessione di tutte le sue quote possedute a nome della Internazionale Holding. L’ex patron nerazzurro non è il solo ad andarsene perché ben presto terminerà anche l’avventura di Thohir che, pur rimanendo attualmente presidente e con la minoranza del club, uscirà di scena nei prossimi mesi, precisamente nel momento in cui il Suning acquisirà il 100% delle quote, operazione prevista entro la fine del 2016.

Nella storia recente dell’Inter, il tycoon Thohir è solo di passaggio. Potremmo parlare di quanto sia stato negativa e priva di risultati la sua esperienza milanese, magari evidenziando il suo triennio in rosso, delle mancate qualificazioni in UEFA Champions League, della totale assenza di trofei vinti oppure potremmo raccontarvi di come Thohir abbia salvato il club dal fallimento, di come si sia preso carico dei debiti esorbitati che gravano sulla società, del miglioramento del brand o ancora delle basi che ha gettato per ricostruire la squadra. Qualsiasi cosa si prenda in esame è ormai inutile perché il vento ha preso una direzione diversa e i binari da seguire, adesso, sembrano molto più solidi.

LA REALTA’ DEL SUNING – In molti si chiedono chi ci sia dietro il Suning e quali siano le vere intenzioni di questo colosso cinese. Per capirci meglio, basta fare una veloce ricerca su Google per ottenere nomi, cifre e dettagli. Sebbene non ci siano stati annunci o promesse azzardate, il tifoso medio batte cassa credendo che il nuovo proprietario, purché rientri nella categoria di magnate, tycoon o sceicco, debba versare un fiume di denaro nelle casse della società compiendo operazioni da fantamercato. La verità è che ad oggi cambia ben poco e non si attendono brusche accelerate. Non fraintendiamo, il Suning del ricchissimo Zhang Jindong ha le capacità economiche per poter competere con i paperoni del calcio europeo. Oltre alle dichiarazioni ascoltate durante la conferenza stampa del 6 giugno, abbiamo a disposizione i fatti che contano molto di più delle parole. Il gruppo Suning è entrato nel calcio nel dicembre del 2015 attraverso l’acquisizione del Jiangsu Sainty Football Club cambiandone il nome in Jiangsu Suning e solo dopo un anno, nella sessione di mercato invernale, ha speso più di 100 milioni di euro per Alex Texeira e Ramires, stelle del calcio europeo. Dopo neanche 6 mesi, hanno speso circa 270 milioni di euro per il 68,55% delle quote dell’Inter, caricandosi delle centinaia di milioni di debiti che gravano sul club; senza considerare che l’obiettivo è acquisire la maggioranza della società nei prossimi mesi e ciò implica un ulteriore sforzo economico. Nel lungo periodo c’è la sicurezza di un grossissimo investimento ma al momento è necessario attendere che i cinesi inizino a programmare un piano strategico per risanare il debito ed investire con astuzia.

MANCINI E IL MERCATO – L’allenatore dell’Inter non è mai stato estraneo alla trattativa societaria e per giunta avrà probabilmente gioito per la conclusione dell’affare. Questo però non cambia la situazione di Mancini che al momento dovrà accontentarsi di essere sotto contratto per ancora un anno visto che non sono previsti rinnovi. Il diktat imposto da Thohir avrà la stessa valenza anche con il Suning, in attesa di un buon risultato durante la prossima stagione. Allo stesso modo si muoverà il mercato della sessione estiva dove la rogna del fair play finanziario perseguita il club senza un attimo di tregua. Non si compra finché non si vende per non aggravare i conti in rosso del club, ormai osservato speciale della UEFA. Nonostante le regole, grazie al cambio di proprietà, l’Inter avrà modo di rivedere gli accordi rinegoziando i termini delle direttive imposte nei prossimi mesi ma al momento dobbiamo accontentarci. Senza dubbio sarà un estate di duro lavoro per Ausilio e il resto degli uomini di mercato dell’Inter, costretti a destreggiarsi tra offerte, occasioni e limiti economici per accontentare le richieste di Mancini.

Dunque è giunto il momento di concretizzare gli obiettivi prefissati, iniziando ad avvicinarsi senza poi mollare la presa. Non c’è più spazio a rinvii, non ci possono più essere dei reset o nuovi anno zero, è necessario ottenere dei buoni risultati e trasformare quei sogni in realtà una volta per tutte.

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